RIGVEDA

Una Rosa per Sadhaka Pitta

I testi ayurvedici descrivono il cuore come Hrdaya, una parola sanscrita che è formata da tre parti – ognuna con il suo significato: Hr significa ricevere, Da, dare e Ya muoversi. Le qualità essenziali del cuore sono contenute in questo nome Sanscrito.

Nella visione ayurvedica, la mancanza di capacità di elaborare emozioni in modo tempestivo è la causa principale degli squilibri emotivi. La mancanza di discriminazione e discernimento, è collegata al Cuore o meglio ad un upadosha di Pitta… Sadhaka “ciò che realizza”!

hridaye chetana sthanam – “La sede della coscienza è nel cuore”

Sadhaka (upadosha di Pitta) e la Rosa


Alcuni di noi sono capaci di elaborare velocemente un’emozione, lasciare andare e proseguire con la propria vita. Per altri questa digestione emotiva è più lenta e difficile, esistono Agni (fuochi digestivi) associati ai dosha ed ai relativi upadosha, ovviamente quello correlato a Sadhaka è Sadhaka Agni. Un individuo con un disequilibrio in Sadhaka Agni terrà con se a lungo il ricordo di una situazione negativa poichè incapace di digerirla e metabolizzarla.

Riequilibrare Sadhaka significa, tra le altre cose, diventare persone in grado di reagire alle situazioni con l’obiettività che le stesse sono ormai accadute, che fanno parte del passato, che devono essere processate e digerite come un buon cibo, cosi, assieme ad una buona digestione, non potranno che creare un buon tessuto.

Le cause di questo squilibrio possono essere molteplici, il consumo di cibi sbagliati, la digestione debole, l’accumulo di Ama, vivere in un ambiente emotivamente negativo o circondati da persone che non si sopportano.

I sintomi? Difficoltà a prendere una decisione importante o impiegare molto tempo solo per prendere decisioni semplici, questo può essere il segno di un Sadhaka Agni basso. In questa situazione, se c’è Ama ostruirà e bloccherà i canali di micro-comunicazione del corpo.

Quando Sadhaka Agni è basso, la tua capacità di giudicare qualsiasi cosa può essere compromessa. L’incapacità di sedersi tranquillamente senza sentirsi estremamente inquieti è un altro sintomo, cosi come la mancanza di perseveranza o la difficoltà a mantenere gli impegni o svolgere le proprie attività quotidiane, che impediscono di conseguenza di raggiungere i propri obiettivi.

Se Sadhaka Agni non è in equillibrio nel tempo viene a mancare il coordinamento tra dhi (acquisizione e apprendimento) , dhriti (conservazione delle informazioni) e smriti (richiamo o memoria a lungo termine) questa mancanza di coordinamento tra cuore e mente che può portare la persona a perdere il controllo delle proprie emozioni, pensieri e azioni.

Anche in questo caso l’importanza di seguire una routine quotidiana, includendo Meditazione e Yoga, l’esposizione alla luce del sole quanto più spesso possibile, dedicarsi del tempo ogni mattina per praticarsi l’Abhyanga (migliora la circolazione, consente di eliminare le tossine dai tessuti, rinvigorisce il corpo, calma la mente e placa le emozioni. Il senso del tatto è intimamente connesso alle emozioni, massaggiarsi significa bilanciare Vata e quindi ansia e stress).

Nei preparati ayurvedici che tradizionalmente agiscono su Sadhaka è contenuta la rosa, allegoricamente non a caso il fiore del romanticismo, quello che più di ogni altro è associato al cuore. La rosa centifolia, shatapatri, letteralmente lenisce il cuore e le emozioni ma anche la mente. Migliora il coordinamento tra Sadhaka Pitta e Prana Vata (il subdosha di Vata che governa il cervello, la testa, il petto, la respirazione, la percezione sensoriale e la mente).

La rosa è rinfrescante, ma migliora Agni, il fuoco digestivo. Questa è una qualità unica che lo rende bilanciante per tutti e tre i doshas. Infine, la scienza moderna ha recentemente confermato che la fragranza della rosa, rispetto ad altri oli essenziali, accelera il ripristino della barriera cutanea, inibisce la crescita della Candida albicans e riduce la vitalità dello Staphylococcus aureus meticillina resistente (Biol Pharm Bull. 2017).

yogaś citta vṛtti nirodhaḥ” “lo yoga quieta (nirodha) i vortici (vṛtti) della mente (citta)”.

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